…et in terra pax | Il presepe nella tradizione e nell’interpretazione degli artisti

Questo slideshow richiede JavaScript.

“…et in terra pax…”

Il presepe nella tradizione e nell’interpretazione degli artisti

Già nel titolo la mostra presenta se stessa e amplifica l’auspicio del coro degli angeli nell’annuncio ai pastori della nascita di Gesù “…e pace in terra… agli uomini di buona volontà…”. E introduce col sottile gioco di parole il tema dell’esposizione: la terra, l’argilla, la ceramica, la terracotta con la quale, sia la tradizione popolare che gli artisti, hanno realizzato, per diletto o per amor dell’arte, l’immagine del “Verbo che si è fatto carne” nella magica notte di Betlemme che è il fondamento concreto della Cristianità e nell’immaginario collettivo una festa del mondo, dove proprio l’immagine della Natività, dilaga come un fiume in piena nei cuori degli uomini di tutti i tempi, che l’hanno riprodotta in dipinti, disegni, stampe, sculture, films, canti, musiche e presepi.
La mostra parte dalla tradizione ottocentesca ligure, di Albissola, la città della ceramica, con i cosiddetti “macachi”, cioè statuine in terracotta, che improvvisate figurinaie, realizzavano, portando a casa un pugno di terra d’avanzo nella loro giornata di lavoro nelle fabbriche di stoviglie di terraglia. Cotte approssimativamente in bracieri casalinghi e dipinte a freddo con i caratteristici colori sgargianti, costituivano la loro risorsa da vendere in piazza, le settimane prima del Natale, per racimolare qualcosa capace di rendere le feste un po’ meno magre. Le statuine, specie quelle più antiche, sono oggettivamente brutte, approssimative nei lineamenti e nei colori, e fu per questo che i ceramisti in passato sprezzantemente le chiamarono così, “macachi”, tanto erano lontane dalle opere che nascevano dalla loro arte, ma cariche del sentimento e anche della fede di chi artista non si sentiva affatto.
Oggi nella continuazione della tradizione dei “macachi”e delle figulinaie è impegnata la famiglia Piccone di Albisola, e da li, dalle coloratissime statuine in mostra, parte il percorso dell’esposizione, che si apre all’interpretazione degli artisti. Le ieratiche figure di Umberto Piombino, l’unicità di Emanuele Luzzati, la maestria del modellare di Piero Sbarluzzi, il presepio di Luciana Staderini in uso nella Contrada del Drago, quello di Carlo Pizzichini già esposto a Venezia da Sgarbi, quelli impossibili della Bottega Il Tondo, quello Raku di Guido Garbarino, quello elegante di Sandro Lorenzini, il simbolismo devozionale di Marcantonio Bibbiani, solo per citarne alcuni. I presepi di Giuseppe Ciarlo e di Meri Piombo, sono davvero quelli della tradizione, semplici, poveri, essenziali, in quanto entrambi espressione della vena popolare della locale tradizione ligure del Presepe; Pippo Ciarlo era stato un partigiano, dopo la guerra divenne artigiano e Sindaco di Albissola Marina, a lui si deve la Passeggiata degli Artisti, faceva presepi per passatempo, come tanti ad Albissola, e quindi non destinati solo alla vendita, alcuni di fattura quanto mai pregevole. Il presepe di Meri Piombo è praticamente un oggetto prodotto da quella che potremmo definire l’ultima signora che modella i pezzi uno ad uno.

Una visita per le feste natalizie a questa curiosa esposizione sarà senz’altro un momento di pace  e di serenità dettata dagli angeli nella visione del presepe, sotto quelle suggestive e meravigliose volte di un cielo di terra (i mattoni) della Cripta della Basilica di San Domenico a Siena, costruita da anonimi costruttori del bello, costruttori di pace, appunto.

Carlo Pizzichini
Associazione Culturale Officina delle Arti di Siena


Angelo Baghino
Marcantonio Bibbiani
Nicola Boccini
Angelo Bolla
Sara Catenelli
Pippo Ciarlo
Gabry Cominale
Maria Galfre’
Dino Gambetta
Guido Garbarino
Stefano e Sandra Giusti
Rosanna La Spesa
Sandro Lorenzini
Emanuele Luzzati
Marcello Mannuzza
Manuz
Leony Mordeglia
Silvestro Pampolini
Maria e Renato Piccone
Umberto Piombino
Meri Piombo
Carlo Pizzichini
Vincenzo Randazzo
Caterina Ricci
Piero Sbarluzzi
Giovanni Servettaz
Carlo Sipsz
Luciana Staderini
Rino Valido
Giulia Venturino


Cripta della Basilica di San Domenico
Siena | 15 dicembre 2013 – 8 gennaio 2014
orari d’apertura: tutti i giorni dalle 16.00 alle 19.00

Comments are closed.

Post Navigation

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: