Presepe «firmato» da 30 artisti – L’ha pensato Carlo Pizzichini per la cripta di S. Domenico

giornale-nazione-13-dicembre-2013

Pippo Ciarlo era un partigiano, dopo la guerra diventò artigiano e poi sindaco di Albissola Marina, in Liguria. Per passatempo realizzava presepi: alcuni di fattura quanto mai pregevole. Ciò che ha costruito, la sua piccola e preziosa Natività e le altre statuine,contribuiscono alla grande scenografia allestita da domenica 15 dicembre, e fino all’8 gennaio, nella cripta di San Domenico: «Et interra pax. Il presepe nella tradizione e nell’interpretazione degli artisti», a cura di Carlo Pizzichini. Per questo Natale in San Domenico si è lavorato alla grande· e il presepe si estende sull’intera parete sinistra della cripta. È stato un progetto a più mani e con i contributi di molte menti: con quelle di Carlo Pizzichini, le altre di padre Alfredo Scarciglia priore di San Domenico, delle associazioni «Arte dei vasai» del Nicchio e «Officina delle arti di Siena», della contrada del Drago, di tutti gli artisti partecipanti, oltre trenta,,soprattutto toscani e liguri. La ricerca della bellezza, dice Pizzichini, «che anima ogni artista, se credente, finisce per misurarsi con il ‘Verbo’: il Divino che diventa carne e che trova una delle sue migliori espressioni nel presepe.
Per questo è un’icona ricorrente, un tema con il quale prima o poi gli artisti credenti, cattolici e cristiani, ma non solo, si confrontano». Questa consapevolezza lo ha ha convinto a realizzare il progetto collettivo per la cripta di San Domenico dove le ispirazioni e le opere degli artisti alternano per comporsi in un’unica opera: il presepe.
Le ieratiche figure di Umberto Piombino, l’unicità di  Emanuele Luzzati, lasciano spazio alla maestria di Piero Sbarluzzi e alla creatività di Luciana Staderini della contrada ospite del Drago, all’intuito di Carlo Pizzichini, allo stile della Bottega Il Tondo, alla devozione di Sandro Lorenzini, alla elegante semplicità di Marcantonio Bibbiani. Pizzichini ha voluto una scenografia sensazionale: un velo bianco.che domina la mostra.
È il simbolo della cometa: «la sua luce è l’immagine della speranza e della collaborazione che questo grande presepe vuole diffondere»
(Cripta della basilica di San Domenico, 15 dicembre – 8 gennaio, dalle 16 alle 19).

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(La nazione 13 dicembre 2013 – A.L.)

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